Ago 06 2009

Parco nel mondo omaggia sette emigrati di San Romano con il conferimento della “cittadinanza affettiva”

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Dalla vecchia leggenda del “berrettin rosso”, che a San Romano ognuno conosce per averla sentita raccontare da bambino da nonni o genitori, ha preso spunto l’edizione 2009 della Fiera Comunale di San Romano in Garfagnana, svoltasi sabato 1 e domenica 2 Agosto.Due giorni in cui accanto al tradizionale angolo gastronomico con i famosi maccheroni di Sillicagnana, la rinomata porchetta della Villetta e gli altri prodotti tipici della tradizione eno-gastronomica garfagnina, le vie del paese di San Romano si sono animate con spettacoli itineranti e giocolieri, mangia fuoco e lettori di vecchie storie della tradizione “magica” popolare.

Nell’ambito di questa occasione si è inserito ancora una volta “Parco nel Mondo”, progetto di punta del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano gestito dalla Comunità Montana Garfagnana che opera, ormai da quasi 2 anni, per riallacciare i rapporti con gli emigrati e i loro discendenti originari dei paesi facenti parte del Parco sparsi in tutto il mondo e nel resto d’Italia. Alla manifestazione erano presenti il Presidente del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, Sen. Fausto Giovanelli, l’On. Raffaella Mariani ed il Sindaco Pier Romano Mariani, che hanno voluto rendere omaggio, con il conferimento della “cittadinanza affettiva” del Parco Nazionale, ad alcune persone, originarie del Comune, che si sono rese protagoniste di significative storie di emigrazione, spesso contrassegnate da sacrifici e sofferenza. I destinatari del riconoscimento sono stati: Maria e Giuseppe Bacci, originari di Naggio e provenienti da Perth in Australia; Emilia Bonaldi di Caprignana ed Alberto Turri di Villetta, provenienti dalla Francia; Giovanni Sarti e Giovanni Satti, originari di Sillicagnana e provenienti dalla provincia di Milano; Fernando Crudeli di San Romano in Garf.na e residente a Pisa.

“Una vera è propria festa del ritorno - afferma il Sindaco Mariani - e teniamo a precisare che non è altro che una tappa di una serie di appuntamenti che ci siamo dati e che ci daremo in questo Comune così interessato dal fenomeno migratorio. Molti emigrati sono già stati contattati, altri lo saranno presto, per ricevere, in occasioni come questa, il proprio attestato di cittadinanza affettiva, gesto socialmente riconosciuto verso persone riuscite peraltro a trasmettere i valori e il significato della propria terra anche ai propri familiari”.

(Dal sito della Comunità Montana della Garfagnana)