Dic 15 2009

Sulle pagine nazionali de “Il Tirreno” un articolo sul nostro comune

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Danimarca? Norvegia? No, Garfagnana

il Tirreno - 13 dicembre 2009   pagina 02   sezione: TOSCANA

 SAN ROMANO IN GARFAGNANA. Due centrali idroelettriche in funzione da anni, un impianto di teleriscaldamento a biomasse in fase di collaudo, un impianto di cogenerazione con sistema di teleriscaldamento in fase di progettazione. Non siamo in Norvegia o in Danimarca, ma più semplicemente in Garfagnana. Per la precisione, a San Romano, un piccolo Comune deciso a trasformare in una risorsa tutte le caratteristiche del proprio ambiente.  Pier Romano Mariani, che di professione fa il chirurgo e non certo l’ingegnere o l’esperto in energie rinnovabili, ha capito che per dare un futuro a un Comune montano che conta poco più di 1.400 anime con un reddito medio non certo da capogiro, bisogna sfruttare le tecnologie (e i finanziamenti europei e regionali) che coniugano rispetto dell’ambiente e risparmio.  Con le due centrali idroelettriche, che prima dello choc provocato dai grandi black out degli anni scorsi venivano guardate con sufficienza dai grandi strateghi dell’energia, San Romano produce elettricità pulita per quasi 1.500 kw al giorno, dalla cui vendita ricava circa 300 euro l’anno. In pratica, in questo modo produce l’equivalente dell’energia sufficiente a garantire il fabbisogno giornaliero di almeno 700 famiglie.  Dopo l’idroelettrico è arrivata l’ora del teleriscaldamento con un impianto a biomasse che scalderà le abitazioni di un’ottantina di famiglie e tutti gli edifici pubblici del capoluogo.  «Con poco meno di 700mila euro, gran parte dei quali spesi per realizzare le tubature, abbiamo costruito - aggiunge il sindaco - un impianto che si basa su due caldaie da 900 Kw complessivi che saranno alimentate a cippato, ossia con quegli scarti della lavorazione del legno che spesso venivano abbandonati nei boschi e andavano a ostruire i canali di scolo». Fatta una gara, l’amministrazione si procurerà il cippato alla modica cifra di 6,6 euro al quintale. Grazie al teleriscaldamento, spariranno i «bomboloni» per il metano disseminati nei giardini delle case e si abbatterà sia l’inquinamento che i costi, visto che ogni famiglia risparmierà circa un terzo della spesa per calore e acqua calda.  Ma non è tutto. Un secondo impianto, questa volta di cogenerazione, verrà realizzato nella frazione di Villetta e servirà a produrre acqua calda (grazie a una potenza di 1.000 kw) e 350 kwh di energia elettrica. «Il costo complessivo è di 2,6 milioni, 400mila dei quali se li accollerà la Regione, e in questo modo - spiega Mariani - potremo riscaldare 350 famiglie di Sillicagnana e Villetta e le tre case di riposo della zona».  Tutto questo potrebbe essere sufficiente a fare di San Romano una piccola capitale dell’energia pulita? No, perché il Comune, non contento, è in trattativa con alcune società per un parco fotovoltaico da un megawatt. (c.b.)