Bonus mamma domani 2017: TUTTO quello che c’è da sapere

Happy newborn - baby sleeping and holding his father's handIl nuovo bonus “mamma domani” di 800 euro  per le nascite dal 1.1.2017,  istituito dalla legge di stabilità 2017 diventa operativo dal 4 maggio 2017.  Il Bonus puo essere richiesto dalla madre già al momento del compimento del 7 mese di gravidanza . La circolare 39 del 27.2.2017 ha riepilogato i requisiti generali della “futura madre”, le caratteristiche del premio alla nascita o all’adozione , i  termini di presentazione della domanda e  la documentazione necessaria.

Per il ritardo nell’emanazione della procedura informatica  è intervenuto anche il Ministro della Famiglia Enrico Costa che ha rassicurato  sulla disponibilità dei fondi e sul fatto che  il bonus sarà retroattivo e quindi verrà erogato a tutte le richiedenti a prescindere dal  momento  in cui potrà essere effettivamente inviata la richiesta.

 

LE ISTRUZIONI INPS SUL BONUS MAMMA (CIRC. 39/2017 )

DI COSA SI TRATTA

Il contributo di 800 euro  viene  concesso esclusivamente per uno dei seguenti eventi verificatisi dal 1° gennaio 2017:

  • compimento del 7° mese di gravidanza;
  • parto, anche se antecedente all’inizio dell’8° mese di gravidanza;
  • adozione del minore, nazionale o internazionale, disposta con sentenza divenuta definitiva ai sensi della legge n. 184/1983;
  • affidamento preadottivo nazionale disposto con ordinanza ai sensi dell’art. 22, comma 6, della legge 184/1983 o affidamento preadottivo internazionale ai sensi dell’art. 34 della legge 184/1983.

Il beneficio è concesso in un’unica soluzione, per evento (gravidanza o parto, adozione o affidamento), e in relazione ad ogni figlio nato o adottato/affidato. Il premio alla nascita è corrisposto su domanda della madre all’INPS dopo il compimento del 7° mese di gravidanza e va corredata della certificazione sanitaria rilasciata dal medico specialista del Servizio sanitario nazionale, attestante la data presunta del parto.

Potranno goderne donne gestanti o alle madri che siano  in possesso dei seguenti requisiti attualmente presi in considerazione per l’assegno di natalità di cui alla legge di stabilità n. 190/2014 (art. 1, comma 125):

  • residenza in Italia;
  • cittadinanza italiana o comunitaria; le cittadine non comunitarie in possesso dello status di rifugiato politico e protezione sussidiaria sono equiparate alle cittadine italiane per effetto dell’ art. 27 del Decreto Legislativo n. 251/2007;
  • per le cittadine non comunitarie,  possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo di cui all’articolo 9 del Decreto Legislativo n. 286/1998 oppure di una delle carte di soggiorno per familiari di cittadini UE previste dagli artt. 10 e 17 del Decreto Legislativo n. 30/2007, come da indicazioni ministeriali relative all’estensione della disciplina prevista in materia di assegno di natalità alla misura in argomento (cfr. circolare INPS 214 del 2016).

MODALITA’ DI PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA

La domanda va presentata dopo il compimento del 7° mese di gravidanza e va corredata della certificazione sanitaria rilasciata dal medico specialista del Servizio sanitario nazionale, attestante la data presunta del parto.

Se la domanda del premio è presentata in relazione al parto, la madre dovrà autocertificare nella domanda la data del parto e le generalità del bambino.

In caso di adozione/o affidamento preadottivo, l’INPS  fa riferimento alla circolare INPS n. 47/2012, par. 2: ” se la richiedente non allega alla domanda il provvedimento giudiziario  – è necessario che nella domanda siano riportati gli elementi (sezione del tribunale, la data di deposito in cancelleria ed il relativo numero) che consentano all’Inps il reperimento del provvedimento stesso presso l’Amministrazione che lo detiene.”

Inoltre, se la domanda è presentata dalla cittadina non comunitaria  la richiedente deve allegare alla domanda copia di uno dei titoli di soggiorno  oppure indicare nella domanda gli elementi identificativi che consentano la verifica (tipologia del titolo, numero titolo, Questura che lo ha rilasciato).

Le verifiche dei titoli di soggiorno sono effettuate dall’INPS mediante accesso alle banche dati rese disponibili dal Ministero degli Interni e dalle altre Amministrazioni.