"Nati per leggere" e “L’angolo della salute alla tua biblioteca”. Due nuove iniziative per i bambini da 6 mesi a dieci anni

nati_per_leggere_2470.jpgnati_per_leggere_2470.jpgIn seguito alla realizzazione dei Progetti che si sono tenuti all’interno della Biblioteca “Don Polimio Bacci” di San Romano in Garfagnana e del Campo Estivo 2013, con sede ad Orzaglia, l’amministrazione comunale ha deciso di aderire a due ulteriori iniziative promosse dalla Regione Toscana, che vedranno protagonisti i bambini di età compresa fra i sei mesi ed i dieci anni.

La prima di esse si intitola “Nati per leggere” e prevede la promozione della lettura ad alta voce rivolta ai bambini di età compresa tra i sei mesi ed i sei anni. La plasticità cerebrale, cioè la capacità del cervello di variare funzione e struttura che consiste nella produzione di nuove connessioni tra i neuroni chiamate sinapsi, è, infatti, massima nei primi due-tre anni di vita. Questo Progetto nasce dalla convinzione, supportata da recenti scoperte scientifiche, che la lettura rivolta ai bambini che non frequentano ancora la Scuola Primaria, produca esiti positivi sia per quanto concerne la relazione sia per ciò che riguarda lo sviluppo cognitivo dei piccoli. In aggiunta a ciò, attraverso studi di follow-up, la scienza ha dimostrato che i giovanissimi ascoltatori sviluppano, con l’ingresso alla Scuola Primaria, una maggiore propensione ed un interesse più marcato verso la lettura stessa, inizialmente vissuta come occasione di interscambio e di contatto con l’adulto. Le ricerche effettuate a partire dai primi anni ’90 sulla promozione della lettura precoce negli Stati Uniti hanno dimostrato che i bambini, cui viene letto fin dal primo anno di vita con una certa continuità, hanno uno sviluppo del linguaggio sia recettivo che espressivo maggiore e in seguito incontrano meno difficoltà nell’apprendimento della lettura. Gli studi dimostrano come il vocabolario di un bambino di 3 anni sia fortemente correlato alla quantità e alla varietà di parole ascoltate a 8 mesi di vita e che, in contesti svantaggiati dal punto di vista culturale, i bambini sono esposti a circa 30 milioni di parole in meno rispetto ai loro coetanei. All’interno di tale Progetto saranno coinvolte inevitabilmente anche le famiglie dei bambini, in quanto la promozione della lettura dovrebbe essere incentivata anche a casa. Come la scienza dell’apprendimento ha ben dimostrato, infatti, lo stimolo cognitivo è tanto più efficace e tanto più viene memorizzato quanto più è collegato a esperienze emotive. Come è immediatamente riscontrabile nella pratica quotidiana di tutti coloro che sono impegnati nella promozione della lettura, i genitori “scoprono” con entusiasmo l’interesse dei bambini anche molto piccoli rispetto all’oggetto libro e la capacità del bambino di rispondere agli stimoli sia visivi sia uditivi prodotti dalla lettura. In definitiva, la lettura ai bambini può essere definita come un vettore di competenze genitoriali.

I libri forniscono inoltre al genitore una struttura del linguaggio e un vocabolario appropriati da usare con i loro bambini: parole semplici e frasi brevi, a cui i genitori possono aggiungere una modulazione del tono ed un’esagerazione delle unità acustiche che aiutano nella discriminazione dei suoni più diffusi. Un aspetto particolare riguarda l’utilizzo del libro e della lettura come strumento di promozione delle competenze linguistiche del bambino figlio di genitori immigrati. Una ricerca svolta quando “Nati per leggere” muoveva i primi passi in Italia, cioè 10 anni fa, ha dimostrato che nel nostro Paese l’attitudine alla lettura definita come abitudine a leggere ai bambini nei primi anni con una certa continuità era presente in una minoranza delle famiglie al Centro Nord. Non c’è quindi da meravigliarsi che in Italia si legga in media molto poco, e che la competenza linguistica, così come dimostrato dai test standardizzati svolti sul piano europeo, ci veda situati nelle parti più basse della classifica tra i Paesi sviluppati. Allo scopo di partecipare in modo efficiente e funzionale a questo Progetto, saranno allestiti spazi adeguati per l’accoglienza dei piccoli lettori e dei loro genitori presso la biblioteca comunale “Don Polimio Bacci” di San Romano in Garfagnana, si è già provveduto a costituire un’adeguata offerta libraria per bambini in età prescolare ed a promuovere la conoscenza delle proposte di lettura adatte ai bambini più piccoli. Si individueranno, inoltre, strategie al fine di avvicinare il bambino in età prescolare al libro stesso. La ragion d’essere di una biblioteca è, infatti, quella di fornire l’accesso alla conoscenza, all’informazione e alle opere dell’immaginazione tramite una gamma di risorse e di servizi e di essere aperta equamente a tutti i membri della comunità senza distinzione. In un paese come il nostro, dunque, il suo compito principale dovrebbe essere quello di creare le condizioni affinché questo diventi possibile per un numero sempre maggiore di persone. Per questi motivi è essenziale ancorare il ruolo della biblioteca a motivazioni forti che ne giustifichino l’esistenza, quali quello di promuovere la crescita di nuove generazioni di lettori con le implicazioni sopra evidenziate, lo sviluppo di una cultura attenta ai bisogni dell’infanzia e di servizi rispondenti alle esigenze delle comunità locali.

La seconda iniziativa si intitola “L’angolo della salute alla tua biblioteca”. La regione Toscana e l’amministrazione comunale di San Romano in Garfagnana si propongono di realizzare, presso la Biblioteca comunale “Don Polimio Bacci”, laboratori rivolti ai bambini di età compresa fra i tre ed i dieci anni, al fine di incentivare la salute mediante l’acquisizione di competenze che incrementino lo sviluppo del benessere individuale e collettivo. Tali competenze possono essere raggruppate secondo 3 aree:

  • EMOTIVE– consapevolezza di sé, gestione delle emozioni, gestione dello stress;
  • COGNITIVE– risolvere i problemi, prendere decisioni, senso critico, creatività;
  • SOCIALI– empatia, comunicazione efficace, relazioni efficaci.

La promozione della salute e del benessere nei bambini, infatti, motiva a prendersi cura di se stessi e dell’altro, previene il disagio mentale, i problemi comportamentali e di salute. Ci si popone, pertanto, di stimolare e promuovere la creatività, l’empatia, la comunicazione efficace e l’abilità di risoluzione dei problemi in ogni singolo bambino e nel gruppo. Le attività proposte mireranno a fornire un senso alle sensazioni ed alle esperienze vissute dai bambini, a lavorare insieme, a prendere decisioni, a fornire un senso di sicurezza in se stessi, a garantire una sintonia tra femmine e maschi, ad usare appropriatamente ed efficacemente le risorse, a stimolare il sentimento di solidarietà, a tenere in forma il proprio corpo ed a conoscerne i segnali ed a relazionarsi con gli altri. L’obiettivo è il conseguimento delle competenze che portano a comportamenti positivi e di adattamento che rendono il bambino capace di fare fronte efficacemente alle richieste ed alle sfide della vita quotidiana, prevenendo, in tal modo, i cosiddetti comportamenti a rischio, caratteristici dell’età adolescenziale. A tale fine, è necessario promuovere, dunque, la cultura e considerare attentamente i fattori sociali esistenti per modificare il contesto di vita in base alle esigenze dei bambini stessi. Tutto ciò avviene attraverso l’allenamento e l’apprendimento, che porteranno alla conoscenza delle giuste azioni da compiere e delle adeguate modalità con le quali porre in atto condotte approvate dalla società. Il bambino che sa cosa fare e come farlo, dunque, si autostima. Riconoscere, ad esempio, le fonti di stress, aiuta il bambino a gestirle. Il problema che la vita pone oppure il dovere di prendere decisioni, inoltre, dovranno essere considerati, alla fine del Progetto, come occasioni di costruzione della propria personalità anche da parte del bambino stesso. Il bambino sarà guidato ad analizzare le informazioni in modo obiettivo, ad esplorare le alternative possibili e le azioni da compiere, ad esprimersi in modo appropriato ed a intraprendere relazioni positive. I bisogni dei bambini, infatti, manifestano frequentemente la mancanza di conoscenza delle offese che feriscono gli altri, della comprensione dei pensieri che gli amici si sono formati su quell’individuo, della vita calma e piacevole nel qui ed ora, dell’astensione dal giudizio. (Lara Bazzani)