Quelle cene in Appennino: Buone, locali e a Km. Zero

Granturco.jpgGranturco.jpgTURISMO D’AUTUNNO: UN’INIZIATIVA SU 4 PROVINCE

Al via per il secondo anno il concorso tra i ristoranti del Parco nazionale
dell’Appennino tosco-emiliano.
“Parole d’ordine prodotti del territorio e
turismo gastronomico d’autunno”. Al via dal 3 ottobre al 15 novembre 2009
Il Parco nazionale dell’Appennino tosco emiliano
ripropone, dopo il successo dello scorso anno e in collaborazione con le federazioni
Coldiretti di Lucca, Massa Carrara, Parma e Reggio Emilia, il concorso “Menù a km zero”
che vede i ristoranti del territorio presentare ai propri clienti menù realizzati con prodotti
locali e di stagione provenienti dalle campagne vicine.
Questa iniziativa si inserisce nel quadro di Autunno d Appennino, un insieme di iniziative
che ruota attorno a castagne funghi colori autunnali feste e soggiorni studenteschi su
questo tema. Di fatto si vuole promuovere una nuova stagione e nuovi prodotti turistici in
Appennino . Su questo il Parco sta proponendo collaborazioni con le Provincie e le
Comunità Montane.
“Sono ben 24 i ristoranti del territorio del Parco che quest’anno hanno aderito all’iniziativa
– spiegano dall’ente – con un aumento rispetto al 2008, ma soprattutto provenienti da
tutte e quattro le province del Parco: 5 della provincia di Lucca, 9 della provincia di Massa
Carrara, 2 della provincia di Parma, 8 della provincia di Reggio Emilia. L’elenco completo
dei ristoranti aderenti e i menù proposti sono disponibili sul sito
http://www.parcoappennino.it/, all’interno della sezione progetti – Menu a km zero.
“E’ un’iniziativa aperta al pubblico in quanto i menù saranno disponibili tutti i sabato sera e
le domeniche a pranzo dal 3 ottobre al 15 novembre 2009”.
I tre ristoranti vincitori verranno selezionati attraverso una votazione pubblica sul sito
internet del Parco.
“Nel dettaglio, il progetto mira ad avvicinare produttori e consumatori, recuperare e
valorizzare il prezioso patrimonio agro-alimentare e gastronomico locale, promuovere
negli esercizi di ristorazione la valorizzazione dei prodotti agro-alimentari del territorio,
incentivare forme di turismo correlate alle eccellenze del territorio in una stagione
turisticamente ancora marginale come l’autunno e contribuire alla riduzione dei gas
‘effetto serra’ derivanti dal trasporto delle merci”.
Sarà allora possibile approfondire la cultura enogastronomica e tradizionale che fa leva su
prodotti agroalimentari di qualità provenienti da aziende locali pur con le sensibili
differenze che contrappongono i territori del crinale: da un lato l’olio, dall’altro lo strutto, da
un lato la zootecnia per il Parmigiano Reggiano (nell’anno in cui ricorre l’850° anniversario del
‘formadio’) dall’altro la “cultura del castagno” ampiamente rappresentata nei versanti di
Garfagnana e Lunigiana. Importante inoltre la “cultura del testo”, il disco piatto utilizzato per la
cottura sul fuoco che caratterizza la cucina appenninica dell’alta Toscana,
contrapposto alla “cultura della sulada”, dai caratteristici ‘sol’ in rame.
Una conferma della ricchezza di questo territorio è rappresentata dall’elenco di prodotti
a marchio Dop e Igp, di valore nazionale ed europeo, dei prodotti agroalimentari
tradizionali e dai Presidi Slow Food. “Ed è proprio per valorizzare questo straordinario
insieme di sapori – spiegano al Parco – , frutto dell’unione tra innovazioni tecnologiche
e tradizione, che si è proposta una competizione tra ristoranti in cui vengono presentati
menù a chilometri zero”.